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per i genitori

DISLESSIA DISGRAFIA DISCALCULIA



OGNUNO DI NOI E' CONNESSO, POSITIVAMENTE O NEGATIVAMENTE, CON IL PROCESSO DI CRESCITA DI OGNI ALTRA PERSONA CON CUI E' IN CONTATTO.
P.Dennison




Gli esperti dello sviluppo psicologico sono concordi che l'unico fattore che mostra di ottimizzare il potenziale intellettuale dei bambini sia una relazione con i genitori (o con chi ne fa le veci) basata sulla sicurezza e sulla fiducia.


Quando i bambini giunti in età scolare entrano nell'arena competitiva dell'apprendimento, immediatamente le aspettative dei genitori crescono. Accade che il genitore sembra perdere del tutto quella innata consapevolezza che l'apprendimento avvenga naturalmente attraverso il gioco piuttosto che con l'acquisizione prematura di schemi cognitivi.

I genitori tendono ad esercitare una certa pressione sugli insegnanti oltre che sui figli per garantire che acquisiscano un curriculum brillante. I genitori hanno bisogno di essere orgogliosi dei risultati dei propri figli.
Lo stress  in famiglia e a scuola che bambini e ragazzi percepiscono riguardo alle attese delle proprie prestazioni è uno dei fattori responsabili dell'inibizione dell'apprendimento.

Anche la competizione, ancora largamente incoraggiata nella scuola tradizionale e radicata nel metodo premio/punizione (adesso sempre più

orientata ai tests), è un fattore contrario al processo di organizzazione cerebrale e che tende piuttosto  ad innescare automaticamente le reazioni di attacco/fuga/congelamento.

L'IMMAGINAZIONE E' PIU' IMPORTANTE DELLA CONOSCENZA. A.Einstein

Un apprendimento stimolato da questi fattori non è un apprendimento vero e proprio ma un surrogato (memorizzazione a breve termine) temporaneo per superare una situazione pressante, ottenere un voto o passare un esame. Il prezzo è una grande fatica psico-cognitiva oltre che un amore sempre più scarso per la scuola e il lavoro.

In un ambito del genere il cervello sviluppa vie neuronali per lavorare sotto sforzo e senza piacere. Di conseguenza la focalizzazione, la memorizzazione a lungo termine, la motivazione (lobi frontali), l'autostima sono inibite.
La sensazione di gioia e di piacere che sono naturali nell'apprendimento e che il bambino ha sperimentato nei primi anni di vita è via via perso in una cultura in cui  "studio è fatica".


Ma il cervello in uno stato di fatica e stress non è disposto chimicamente ad apprendere!

Il processo di apprendimento è tradizionalmente inteso come passivo nel trasferimento di informazione da una persona all'altra ma in natura è un processo di esplorazione e di scoperta, attivo e in prima persona.

Quando un bambino o un ragazzo ha dei problemi a scuola e nell'apprendimento, comunemente i genitori ricorrono alle
ripetizioni extra scolastiche. Raramente i genitori si rendono conto di quanto affiancare le ripetizioni con un insegnante esterno infici l'autostima dei propri figli e incoraggi la perdita di fiducia nelle proprie capacità autonome non solo di apprendimento ma anche di comunicazione nei confronti dell'insegnante curricolare. Spesso le difficoltà in una materia hanno poco a che fare con la voglia di studiare la materia in questione, quanto invece con una scoordinazione neurocognitiva che la persona può imparare a gestire vantaggiosamente o a correggere autonomamente durante lo studio. Le ripetizioni extrascolastiche (là dove le competenze didattiche e comunicative dell'insegnante curricolare siano accertate) sono una vera e propria stampella paragonabile all'utilizzo di strumenti telematici (pc, calcolatrice) nei casi dei DSA come dislessia, disgrafia, discalculia in cui farebbero addirittura le veci della persona stessa! Sono la conferma e il riconoscimento dell'incapacità cognitiva della persona e il nostro giudizio facilmente diventa una vera e propria etichetta, una convinzione, di cui con fatica i figli riescono a liberarsi successivamente in età adulta. Il prolungare l'orario di studio con un insegnante per le ripetizioni comunemente causa nella persona ulteriore esasperazione , stress e una maggiore demotivazione nei confronti dello studio.

Brain Gym® è uno strumento per la crescita dell'autostima e dell'autonomia della persona, per lo sviluppo del potenziale e per il recupero del potere personale.

Nelle difficoltà scolastiche i bambini e i ragazzi che applicano Brain Gym® allo studio autogestiscono indipendentemente i momenti di disorientamento e di disorganizzazione finchè questi diventano sempre più rari o nei casi dei DSA finchè non avvenga la riabilitazione vera e propria, la conquista del proprio potere e potenziale personali.

La rinuncia all'autonomia è un peso sull'autostima che la persona può portare avanti per l'intera esistenza. La scuola è l'opportunità di sperimentare la propria capacità cognitiva e sociale, di attingere alle proprie risorse personali a cui nessuno dovrebbe rinunciare. Le ripetizioni o l'utilizzo di strumenti di sostegno (pc, calcolatrice) sono una vera e propria incongruenza nello sviluppo e nella crescita della persona: non sono altro che la conferma e il riconoscimento di un'insufficienza delle risorse personali, sfiducia e negazione del potenziale della persona.

In Brain Gym® ci sono tests che rilevano la dominanza emisferica e sensoriale (32 Profili di Dominanza e di Apprendimento di Base di Carla Hannaford, Ph.D), cioè lo stile di apprendimento della persona per facilitare l'autonomia e l'autoregolazione di bambini e ragazzi rispetto all'apprendimento e allo studio.

Grazie ai Profili di Dominanza è possibile scoprire i canali di apprendimento di una persona, utilizzare esercizi e attività per integrare alcune funzionalità ma anche adottare strategie per imparare più facilmente a scuola. La posizione in cui uno studente si siede in classe rispetto alla lavagna e alla posizione dell'insegnante può facilitare o piuttosto ostacolare l'apprendimento e l'attenzione in classe.
Il Profilo di Dominanza rivela l'organizzazione neurologica e il comportamento relativo della persona. In una famiglia la conoscenza dei Profili è utile per capire i comportamenti a volte inspiegabili dei propri familiari che spesso sono etichettati come fattori caratteriali piuttosto che neurologici.


"PROBABILMENTE POTREMMO PIENAMENTE REALIZZARE IL POTENZIALE UMANO UNICO DI CUI PARLA PAUL McLEAN, IN UNA SOCIETA' EVOLUTA IN CUI OGNI PERSONA HA SUCCESSO NELL'APPRENDIMENTO"C.Hannaford

Oggigiorno la nostra società è permeata dall'utilizzo di mezzi tecnologici che facilitano il lavoro dell'uomo ad un prezzo piuttosto alto per le nostre facoltà cognitive. L'utilizzo di TV, PC, Play station, Nintendo, telefono cellulare, ecc. (ossia di strumenti che hanno uno schermo visivo), è sempre più diffuso e invadente.

L'atteggiamento del nostro cervello di fronte a questi strumenti è particolarmente complesso. La mancanza di tridimensionalità degli schermi costringe gli occhi a movimenti inappropriati che causano un forte stress nel cervello. Difronte ad immagini bidimensionali il cervello opera a grande velocità un processo di interpretazione e collocazione dell'immagine che non trova soluzione. Da questo processo si crea un eccessivo cumulo di tensione muscolare e nervosa che artificialmente non sfoga in un'azione perchè il corpo è seduto.
Il sistema, in altre parole, cumula uno stress eccessivo che può arrivare a danneggiare gravemente alcune aree del cervello e a produrre comportamenti patologici (ipercinesi, epilessia, ansia, ecc.).

Secondo una recente ricerca americana il cervello sarebbe in grado di integrare equilibratamente lo sforzo che implica  1 ora alla settimana di utilizzo della TV o comunque di permanenza di fronte ad uno schermo video. Ma quante ore al giorno dedichiamo a questa attività?

Per la salute neurologica è necessario organizzare, in famiglia, il tempo ai video strumenti secondo le esigenze fisiologiche e quelle della società. Regolare la permanenza nostra come dei bambini e dei ragazzi di fronte agli schermi significa occuparsi in modo importante del benessere neurocognitivo dell'intera famiglia.

E'importante considerare anche la qualità delle immagini proposte da questi strumenti: spesso le storie proposte dai video includono scene di violenza che traumatizzano ripetutamente la persona che assiste ai films e incoraggiano aspetti psicologici e comportamentali le cui ripercussioni non sono da sottovalutare. Particolari forme di ansia e comportamenti ossessivi (DOC), in adulti e bambini, e i relativi blocchi cognitivi sono spesso da imputare a esperienze virtuali.
Sono stati individuati persino cartoni animati contenenti messaggi subliminali.

Con i ritmi lavorativi della nostra società la famiglia ha assistito ad un cambiamento educativo dovuto anche alla poca presenza dei genitori in casa. A volte fin dalla prima infanzia i bambini sono esposti agli schermi che suppliscono alcune delle funzioni della baby sitter, il gioco ad esempio. Quando i genitori tornano a casa, spesso a fine giornata, la TV o il PC ingombrano lo spazio intimo della famiglia disturbando la comunicazione.
Ci sono casi in cui a fine giornata i genitori si devono dedicare allo studio che i figli non hanno terminato.
Tutti questi elementi creano tensione, frustrazione e rabbia minacciando il benessere stesso della famiglia. E' impedita la soddisfazione del bisogno di socializzazione, di intimità e di rilassamento con i propri familiari.


L'esposizione a strumenti video comporta anche un fattore di inquinamento elettromagnetico che altera la polarità delle cellule e quindi modifica gli impulsi elettrici e la reazione nervosa agli stimoli.


Brain Gym® include attività che aiutano il riequilibrio neurologico dopo l'esposizione allo schermo e stimolano il ripristino elettromagnetico della polarità cellulare. In caso di prolungato uso del PC (ad esempio per motivi di lavoro o di studio) è possibile intervenire per scaricare la tensione nervosa e muscolare efficacemente.

Fra gli altri fattori che contribuiscono all'inibizione dell'apprendimento ci sono l'alimentazione e la  manifestazione di forme allergiche.
I vorticosi ritmi quotidiani incoraggiano un'alimentazione basata su prodotti industriali preconfezionati ricchi di additivi.

Thè, caffè, cioccolato e alcool sono diuretici e l'uso continuativo o eccessivo di queste sostanze provoca disidratazione e perdita dei sali minerali necessari all'organismo. I reni sono gli organi che regolano il riassorbimento dell'acqua.
Spesso il mal di testa è originato dalla disidratazione che causano queste sostanze poichè la conseguente vasocostrizione impedisce la regolare produzione di fluido cerebrospinale.

Niente come l'acqua può reidratare il corpo. Assumere succhi di frutta e bevande o bibite di altro genere implica un processo digestivo diverso da quello della reidratazione. Spesso i bambini sono disidratati perchè consumano bevande diverse dall'acqua. La conseguenza è che perdono gradualmente l'istinto di bere.
Proporre un bicchiere di acqua più volte al giorno ai bambini o ragazzi, in particolare la mattina prima di colazione e durante lo studio, è un valido aiuto a mantenere il giusto livello di idratazione e un flusso regolare dei liquidi cerebrospinali.

Lo zucchero è l'alimento molto spesso responsabile di stress, malattia, debolezza del sistema immunitario e fattore implicato nei disturbi dell'apprendimento. L'assunzione massiccia o regolare di zuccheri e carboidrati è uno dei fattori responsabili dei disturbi dell'apprendimento.
Leggere bene le etichette quando si sceglie un alimento e ridurre il più possibile l'assunzione di zuccheri è la base di un regime alimentare salutare. Una dieta bilanciata include proteine (carne, uova, noci, yogurt, formaggio, fagioli) e vegetali che integrano naturalmente calcio, magnesio, vitamine C e B, cromo, zinco e acidi grassi.


In Brain Gym® vari tests muscolari individuano alimenti da integrare nella dieta o da eliminare.

Questi tests sono uno strumento di comprensione dell'individualità, di contenimento della competizione oltre che  di facilitazione dell'apprendimento.
In seguito alle informazioni sullo stile cognitivo dello studente che sono rilevate dai tests bambini, ragazzi e adulti imparano strategie concrete per un apprendimento più facile e veloce.
Grazie alla consapevolezza delle modalità di apprendimento personali si assiste ad un importante calo della tensione e dei conflitti fra genitori e figli e ad una maggiore rapidità nell'apprendimento stesso.
Questi strumenti di integrazione permettono di interrompere il ciclo dello stress ed attivano il pieno accesso alle aree cognitive adeguate.

Al seguente indirizzo web è riportata l'esperienza del progetto di Kinesiologia Educativa nella scuola a cui hanno attivamente partecipato anche i genitori (vedi filmati) degli studenti, realizzato dalla Regione Veneto e condotto dal Dr.Mario Conte


http://gold.indire.it/primule/irre_veneto/index.htm


Il Brain Gym® prevede corsi di formazione anche per i genitori.




HO BILANCIATO CENTINAIA DI COPPIE E FAMIGLIE ED E'SEMPRE UNA GIOIA ASSISTERE ALLA DISSOLVENZA DELLA PAURA, DELLA SEPARAZIONE, DELL'ALIENAZIONE E DELL'ISOLAMENTO QUANDO LA RISONANZA DEL CUORE RISTORA IL SISTEMA FAMIGLIA.
P.Dennison



 
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