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Crescita Personale & di Coppia






L'AUTOSTIMA E' LA CAPACITA' DI OPERARE UNA SCELTA INTERIORE BASATA SULLA CONOSCENZA DI SE' E SUL RISPETTO DI SE' STESSI.
P.Dennison




Il nostro sistema corpo-mente vive in uno stato di omeostasi, di equilibrio. Questo equilibrio è fatto di azioni abitudinarie perchè nel conosciuto sperimentiamo la sicurezza e la sopravvivenza con il minimo sforzo. E'all'interno di comportamenti che si ripetono e di conferme del conosciuto che si forma, dalla nostra infanzia in poi, quella che chiamiamo la nostra identità.
Dall'infanzia, con un mattone dopo l'altro e di pari passo con lo sviluppo neurologico, imitiamo i comportamenti dei familiari e interiorizziamo le esperienze per formare l'identità a cui riferiremo ogni prossima esperienza.
Sperimentiamo e sviluppiamo ulteriormente gli schemi di connessioni sinaptiche (reti neurali) che i nostri genitori e progenitori ci hanno trasmesso come "codice genetico a breve termine". In altre parole ereditiamo tendenze emozionali e comportamentali, cioè connessioni neurali come tratti a breve termine.

Grazie alle esperienze ripetute e confermate nel quotidiano avremo creato una vera e propria mappa neurologica all'interno della quale sarà sicuro e sensato muoversi.
Ora, ogni sforzo sarà fatto nella direzione di mantenere, proteggere e rinforzare l'identità che abbiamo avuto bisogno di definire. Le esperienze saranno vissute in associazione a ciò che conosciamo ossia a ciò che è diventato parte della nostra identità mentale, emozionale, corporea: questo è un equilibrio omeostatico.
La sensazione di caos mentale e di vuoto o disorientamento corporeo è l'esperienza di mancanza di riferimenti per l'auto definizione. Questo stato comporta un forte stress ed è difficilmente sostenibile per il nostro sistema: è uno stato di
squilibrio omeostatico.
Il cambiamento, cioè la crescita e lo sviluppo personale implicano la novità ossia la percezione e l'integrazione di elementi nuovi nell'esperienza e nel nostro sistema corpo-mente. In altre parole sembra necessario uscire dallo stato primario di omeostasi per passare attraverso uno scomodissimo stato di squilibrio omeostatico e quindi approdare ad un nuovo e più conveniente equilibrio in cui si possa sperimentare il vantaggio della novità integrata. In questo processo il sistema sperimenta una chimica diversa da quella ordinaria, che non soddisfa i suoi bisogni abituali (come quando si decide di fare una dieta o si rinuncia al cioccolato!) e che non produce le sensazioni che lo definiscono. Di conseguenza il sistema ha la tendenza a tornare allo stato iniziale e "normale". Questa tendenza biologica a resistere al cambiamento e a riscegliere il familiare in Kinesiologia si chiama
Inversione Energetica.
L'Inversione Energetica è uno stato correggibile attraverso specifiche procedure kinesiologiche.

Riguardo all'omeostasi è fondamentale tenere presente che non si riferisce a valori assoluti e che quindi la percezione di ciò che è normale tende a cambiare nel tempo. Se il livello chimico dello stress è alto il meccanismo omeostasico si tara su un livello maggiore rispetto al precedente. E'come se una sorta di termostato interno si impostasse su un grado maggiore e automaticamente funzionasse da questo livello. In poche parole le nostre cellule si abituano alla quantità di adrenalina scaricata dalla risposta allo stress e il corpo entra in uno stato di dipendenza chimica che tende a riprodurre lo stato di stress per procurarsi altre scariche adrenaliniche e restare in un preciso equilibrio omeostatico decisamente sconveniente ma stabile!
Le persone che praticano sport estremi sono soggette a questa dinamica psico-chimica.

Quando viviamo in uno stato di sopravvivenza [link:1](SOSOH)[/link:1] la neocorteccia, in stato di allerta, si dirige come un radar a scandagliare l'ambiente allo scopo di anticipare un evento pericoloso per la sicurezza del sistema. La risposta corporea di fronte allo stato di stress comporta salita della pressione sanguigna, alterazione del ritmo cardiaco e della respirazione, dilatazione delle pupille, sudorazione, tremore, contrazioni muscolari, ecc. Il corpo reagisce rilasciando alte dosi di adrenalina e glucocorticoidi attraverso le surrenali. Questa reazione avviene in stato di stress fisico (pericolo di morte, incidenti, cadute, caldo e freddo eccessivi, mancanza di acqua, cibo o sonno), di stress chimico (tossine ambientali, alimentari, sostanze inquinanti, inquinamento elettromagnetico), di stress emozionale e psicologico (esami, gare, preoccupazioni riguardo alla carriera, ai soldi, stress nelle relazioni sentimentali, perdita di una persona cara,ecc.).

La risposta dell'organismo di fronte allo stress è identica, di qualsiasi tipo di stress si tratti.
In particolare lo stress di tipo psicologico è più complesso rispetto a quello fisico perchè più complesso da fronteggiare in quanto non comporta la semplice reazione di attacco e fuga in cui si risolve lo stress (si pensi, per esempio, alla difficoltà di procurarsi il denaro per pagare una multa particolarmente salata ) e quindi il perdurare dello stato alterato rischia di compromettere la salute della persona.
Le sostanze che partecipano al meccanismo della risposta allo stress e quindi ai comportamenti di attacco, congelamento e fuga sono principalmente l'adrenalina e il cortisolo.
Il nostro corpo è programmato per reagire in modo straordinariamente  efficace a situazioni di emergenza (stress acuto) ma non altrettanto allo
stress cronico. Nella nostra società lottare e fuggire non sono comportamenti accettabili, così come manifestare determinate emozioni (la rabbia ad esempio) è ritenuto sconveniente.

La conseguenza è che viviamo in un continuo stato di anticipazione e prevenzione. Ci preoccupiamo, ragioniamo e rimuginiamo, razionaliziamo, reprimiamo, anticipiamo, facciamo continui compromessi. Il semplice pensare ad un evento stressante innesca la reazione vera e propria allo stress. Inoltre lo stato di allerta è richiamato continuamente alla memoria  dalle associazioni ambientali che abbiamo creato in relazione all'evento (l'orario, la luce, il clima, gli odori, ecc.). L'ambiente ci stimola continuamente e inconsciamente, ad una risposta che diventa inconsapevole,  incontrollabile e automatica. Le vie neuronali si stabilizzano sulla ripetizione di queste risposte e il cerchio si chiude su sè stesso in un processo di consumazione progressiva dell'energia e delle risorse dell'organismo. Le esperienze sembrano inspiegabilmente ripetersi e si ha la sensazione di essere chiusi in un labirinto senza via di uscita.


Quando sperimentiamo un trauma o una situazione particolarmente stressante l'ipotalamo e l'amigdala scatenano una reazione ormonale che rinforza la memoria nel cervello. Questo processo è fondamentale per la sicurezza e quindi per la sopravvivenza del sistema. Infatti grazie all'intensificazione sensoriale qualsiasi cosa si associ (di norma inconsciamente) alle immagini, agli odori, ai suoni rapidamente rievoca l'evento preparando la reazione di attacco/fuga/congelamento allo scopo di preservare la vita.
I ricordi dei traumi sono conservati nell'ippocampo. L'ippocampo, grazie alle sostanze liberate dall'amigdala e dall'ipotalamo, crea le sinapsi per fissare il ricordo. Quindi alcune reti neurali nella corteccia cerebrale hanno il compito di mantenerlo  archiviato nella memoria a lungo termine.
Quando un trauma è rievocato con la sua forza emozionale, avviene un ulteriore rilascio di ormoni dello stres nell'ipotalamo e nell'amigdala e il corpo sperimenta nuovamente l'evento come se stesse accadendo nell'istante
(panico, fobie, DOC,ecc.). La pressione sanguigna aumenta, aumenta il ritmo respiratorio, compaiono tremore e sudorazione. Si crea uno stato di panico o di depressione.
Anche un semplice pensiero ha il potere di riattivare lo stress ed il trauma perchè la neocorteccia attiva il SNA (Sistema Nervoso Autonomo) pensando ripetutamente, consciamente o inconsciamente, all'evento passato. In questo caso le sostanze chimiche create dal ricordo creano uno squilibrio ripetuto nel corpo e nel sistema cognitivo.


Brain Gym® è un valido supporto alla crescita e allo sviluppo personale. Gli esercizi aiutano il rapido formarsi di nuove reti neurali cioè di nuovi percorsi sensoriali e mentali che stimolano l'integrazione di nuove esperienze con gli schemi preesistenti.
Grazie alle sensazioni piacevoli che si sviluppano durante l'attività motoria Brain Gym
®, il corpo e di conseguenza le emozioni e il pensiero sperimentano rapidamente il vantaggio della nuova condizione.

IL BRAIN GYM®  NELLE  RELAZIONI INTERPERSONALI

Il Brain Gym® è utilizzato con successo nelle relazioni interpersonali sia all'interno di gruppi (aziende) sia all'interno della famiglia e della coppia.
I bilanciamenti delle procedure del Dr.Dennison hanno aiutato molte persone a stabilire o a recuperare una modalità di comunicazione efficace e positiva che valorizza le peculiarità e le risorse personali nel pieno rispetto di sè stessi e dell'altro.
Durante una sessione Brain Gym® di coppia o di gruppo, dopo un accurato brain storming delle emozioni e dei propositi, si individuano e si chiariscono gli obiettivi comuni. L'osservazione degli aspetti corporei rispetto alla situazione permette un'ulteriore elaborazione. Quindi si procede con il test muscolare e l'applicazione dei movimenti. Le persone sperimentano l'apertura di nuove prospettive e possibilità. La nuova esperienza è ancorata grazie al Test Muscolare e all'attività estrapolata.
Le persone ritrovano gli aspetti positivi della relazione e la motivazione a procedere anche là dove un rapporto dia segni di stanchezza.

"E'comune che persone con un Profilo Emisferico di Dominanza molto diverso scelgano di sposarsi. Questo accordo porta grandi vantaggi nei casi in cui ciascuno dei partners abbia la volontà di riconoscere i talenti dell'altro. Però in situazioni di stress o di nuovo apprendimento, gli stili di elaborazione all'interno della coppia possono essere talmente diversi da realizzare un terreno di comprensione reciproca molto limitato.
Questa condizione può verificarsi anche fra un genitore ed un figlio o tra fratelli." (C.Hannaford)
In questi casi il kinesiologo propone esercizi per l'integrazione sensoriale dei blocchi alla comunicazione per facilitare la coppia nell'elaborazione delle emozioni.



 
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